Diagnostica

11 Marzo 2021

Diagnostica – Torrebruna

In occasione della mostra “Futuro Anteriore”, organizzata dalla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio dell’Abruzzo, ora Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Chieti e Pescara, è stato esposto per la prima volta il corredo di una tomba rinvenuta nel corso di indagini di archeologia preventiva relative ad un progetto per l’installazione di impianti eolici nel comune di Torrebruna (CH). 


La sepoltura, databile tra la fine del VII e gli inizi del I sec. a.C., ospitava un inumato deposto supino con un corredo costituito da uno spiedo in ferro, un’olla e una tazza attingitoio in impasto. Il corredo personale era composto da un anello in bronzo, una testa di mazza in ferro e una coppia di dischi-corazza in lamina di bronzo lavorata a sbalzo e ferro, estremamente significativa trattandosi del primo caso in cui il tipo è stato rinvenuto nel suo contesto.


Considerato il precario e molto degradato stato di conservazione dei due manufatti, sovrapposti l’uno sull’altro, è stato necessario effettuare uno stacco in blocco che ha richiesto, nelle operazioni di microscavo e restauro in laboratorio, l’esecuzione di indagini mirate alla puntuale individuazione delle componenti dell’oggetto.


Grazie alla collaborazione dell’Università di Camerino, ed in particolare della prof.ssa Silvia Zamponi, del proff. Mario Berrettoni e del dott. Andrea Marchegiani, è stato possibile effettuare una prima indagine non invasiva tramite Tomografia Assiale Computerizzata, che ha consentito di individuare tutti i frammenti contigui e ricomponibili dei dischi-corazza.


Si presentano di seguito alcune immagini dell’intervento eseguito: scavo, prelievo, video TAC e manufatti a lavoro ultimato.

Diagnostica – Torrebruna

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